domenica 22 aprile 2018

Per la Rubrica: Feste tradizionali giapponesi

Takayama Matsuri
Takayama Festival
Il Takayama Matsuri (Festa tradizionale di Takayama) è considerato come uno dei tre più bei festival tradizionali del Giappone. Si svolge due volte l'anno; in primavera e in autunno, nel centro storico di Takayama, nella prefettura di Gifu, e attira un gran numero di spettatori provenienti da tutto il Giappone e il mondo. Gli spettacoli di questi Matsuri si svolgono in determinati momenti e luoghi duranti i giorni dei festival.

Anche se l'origine della festa è sconosciuta, si ritiene che il festival sia iniziato tra il 1586 e il 1692 quando la famiglia Kanamori governava la zona Hida Takayama.In a letter dated August 29, 1692, to Kagahan, presentlyIshikawa Prefecture, it was stated that the Takayama Festival had been heldfor the last 40 years.
Mappa del centro storico di Takayama
Il Festival di Primavera (14-15 Aprile 2018) si svolge nel Santuario Hie Shrine, nella parte meridionale della città vecchia, i fedeli si recano presso il tempio per pregare nella speranza di avere un buon raccolto. Dal momento che il Santuario è anche conosciuto come Sanno-sama, la festa di primavera è anche chiamato Sanno Festival. Questo festival non è da confondere con la festa omonima che si tiene a Tokyo.  
Sanno Festival o Festival di Primavera
Il Festival d'Autunno (9-10 Ottobre 2018), invece, si effettua nel Santuario Hachiman che è ubicato nella zona settentrionale del centro storico, in questo tempio i fedeli si recano per ringraziare il Dio per il buon raccolto. Il festival è anche conosciuto come Hachiman Festival. 
Hachiman Festival o Festival d'Autunno
Il festival propone sfilate di palanchini chiamati Mikoshi (santuari portatili) che secondo lo Shintoismo racchiudono un Kami (divinità) e di Yatai (carri dalle grandi ruote) che rappresentano i diversi quartieri, per le vie della città.
Questo è l’unico momento dell’anno in cui una divinità esce dal proprio santuario.

Un Mikoshi
I Mikoshi e gli Yatai di Takayama, sono decorati con sculture intagliate in legno e dipinte in foglia d’oro. Hanno un ricco design, simile nello stile all’arte di Kyoto del periodo Momoyama (1573-1603) miscelati con gli elementi dei primi decenni del periodo Edo (1603-1868).
Gli Yatai sono anche decorati con eleganti bambole meccaniche conosciute come 'Karakuri Ningyo', queste sono concepite per muoversi e ballare e sono un esempio dell’incredibile maestria degli artigiani della città.Their dance performances are held on both the days of the festival at specific time and place.
I Mikoshi e gli Yatai prima del tramonto vengono allineati, e una volta che la città diventa buia, si accendono fino a 100 lanterne Chochin  per carro;The unique ornaments of the yatai floats look even more resplendent in the darkness of the night”. i festeggiamenti continuano così anche durante la notte per le vie della città, con i carri illuminati che sfilano, con fuochi d’artificio e con le tipiche bancarelle che vendono cibo.

Nel corso dell'anno, i carri sono conservati in magazzini, che sono sparsi in tutta la città, ma i più importanti sono, esposti presso il Matsuri no Mori Museum festival dove è possibile vederli.
Matsuri no Mori Museum Festival

domenica 15 aprile 2018

12 Aprile 2018 - una lezione diversa dal solito...

Giovedì 12 Aprile 2018 a Imola (BO) presso il Jin Roh no Dojo, si è tenuta una lezione con il Maestro Daniele Toschi.
Il Maestro Daniele Toschi 4° Dan
Il Maestro Toschi 4° Dan di Taekwondo, insegna a Faenza e partecipa con la sua palestra Hakuna Matata a stage e competizioni nazionali.


Il Taekwondo è un'arte marziale coreana e uno sport da combattimento a contatto pieno nato fra gli anni '40 e '50 basato principalmente sull'uso di tecniche di calcio, combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale alla pratica agonistica soprattutto come sport olimpico.


Le radici della disciplina affonderebbero primariamente nella pratica del Taekkyeon, un tipo di arte marziale, praticato in Corea nei periodi antichi soprattutto per esigenze di autodifesa e per ritualità sportiva, che si focalizzava sull'uso dei calci e che era molto diffuso sia fra la popolazione che fra i guerrieri, soprattutto dopo che venne incorporato e ritualizzato dalla casta guerriera degli hwareng.

Nel 1910 il Giappone occupò la Corea vietando la pratica di ogni arte marziale nativa e ogni aspetto dell'identità culturale coreana venne bandito o soppresso, anche se spesso il taekkyeon continuò ad essere praticato clandestinamente. Durante questo periodo per contro vennero importate e imposte le discipline giapponesi.
Al termine della seconda guerra mondiale il Giappone, sconfitto, ritira le sue truppe dalla Corea, che torna ad essere libera così come la pratica delle arti marziali. I soldati statunitensi giunti nel dopoguerra a presidiare la parte meridionale della penisola, e che erano già venuti a contatto con il karate soprattutto ad Okinawa, definirono gran parte di queste scuole come "karate coreano"; la traduzione corretta in coreano è Tang Soo Do e il termine veniva utilizzata sia da alcune Kwan (scuole di arti marziali) presenti nella penisola nella prima metà del secolo come nome generico per il combattimento a mani nude per definire la loro disciplina.
Nel 1952, all'apice della Guerra di Corea, ci fu un'esibizione di arti marziali in cui i kwan mostrarono le loro abilità. In seguito, si introdusse la pratica delle arti marziali nell'addestramento dell'esercito coreano. Verso la metà del decennio, cinque kwan erano saliti alla ribalta. Il presidente sud coreano ordinò che le varie scuole fossero unificate in un singolo sistema. Il nome "taekwondo" fu proposto e venne accettato l'11 aprile 1955 come nome dell'arte marziale unificata coreana.

La Korea Taekwondo Association (KTA) venne formata fra il 1959 e il 1961 per facilitare l'unificazione.
Dal 2000, il Taekwondo WTF è diventato uno dei giochi olimpici; divenne un evento dimostrativo già nei giochi del 1988 a Seul, ma venne incluso ufficialmente solo con i giochi del 2000 a Sydney

Esistono due correnti principali nello sviluppo del taekwondo, non necessariamente mutualmente esclusivi: quello tradizionale che si riferisce tipicamente all'arte marziale così come fu codificata fin dagli anni '50 nelle Forze Armate e quello sportivo che è utilizzato per descrivere quella branca focalizzatasi maggiormente nella competizione.
Nonostante vi siano differenze tecniche e dottrinali fra le due correnti e fra le varie organizzazioni, l'arte in generale enfatizza l'uso di calci tirati da una posizione mobile, impiegando la maggiore potenza e raggio d'azione della gamba (rispetto al braccio). L'allenamento del taekwondo tradizionale generalmente include un sistema di blocchi, calci, pugni e colpi a mani aperte; può includere anche alcune forme di proiezione, spazzata e leva. Alcuni istruttori di taekwondo includono anche lo studio dei punti di pressione, conosciuti come jiapsul, come anche tecniche di difesa personale.
Il Taekwondo WTF sportivo da combattimento a contatto pieno , si compone in larga misura di vari tipi di calci medi ,alti e pugni (diretto al petto, ganci ai fianchi , montanti allo stomaco), esclusivamente al busto.
Il taekwondo contiene anche delle forme, chiamate poomse, che prendono generalmente il nome dagli elementi della natura (acqua, acciaio, vento, fuoco, terra), da concetti filosofici orientali o da avvenimenti della storia coreana. Solitamente vengono fatte dimostrazioni di taekwondo, eseguendo rotture di tavolette con calci in volo e pugni.
La divisa di allenamento del taekwondo è composto da una giacca bianca chiusa, dai pantaloni dello stesso colore della giacca e dalla cintura. Il colletto della casacca è bianco per le cinture colorate e nero per le cinture nere. Questa divisa viene chiamata Dobok.
Foto di gruppo
La nostra, è stata una lezione improntata tutta nella condivisione e nello scambio di tecniche di combattimento ponendo l’accento sulle similitudini tra le due discipline ma anche sulle peculiarità dei due metodi.
Pochi concetti, tanta energia vitale e rispetto.

E’ stata una bella ed interessante lezione anche se di breve durata.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e grazie di cuore al Maetro Daniele Toschi e ai suoi ragazzi che hanno partecipato e per essersi reso disponibile ad insegnarci.

Alcune foto della lezione con il Maestro Toschi.










lunedì 9 aprile 2018

Storie Zen...

Ancora tre giorni

Suiwo, il discepolo di Hakuin, era un bravo insegnante.
Un’estate, durante un periodo di ritiro, ebbe la visita di un allievo che era venuto a lui da un’isola meridionale del Giappone.
Suiwo gli diede il problema: “Senti il suono di una sola mano”.

L’allievo si fermo tre anni da lui, ma non riusciva a superare questa prova.
Una notte andò in lacrime da Suiwo. “devo tornare confuso e svergognato nella mia isola,” disse “perché non riesco a risolvere questo problema”.
Aspetta un’altra settimana e medita incessantemente” gli consigliò Suiwo.
Ma il discepolo non ricevette l’illuminazione.
Prova ancora per una settimana” disse Suiwo.
L’allievo ubbidì ma invano.
Ancora una settimana”. Ma non servì a nulla.
Disperato, lo studente pregò il maestro di lasciarlo libero, ma Suiwo gli chiese di meditare per altri cinque giorni. Anche questi trascorsero senza risultato.
Allora il maestro disse:” Medita per altri tre giorni, poi, se non riescii a ottenere l’illuminazione, faresti meglio a ucciderti”.

Il secondo giorno l’allievo fu illuminato. 

lunedì 2 aprile 2018

28 Marzo 2018 - Una lezione diversa dal solito...

Martedì 28 Marzo 2018 a Imola (BO) presso il Jin Roh no Dojo, si è tenuta una lezione con Sensei Daniele Mazzoni.
Sensei Daniele Mazzoni mentre spiega la tecnica Waki Gatame
Sensei Mazzoni, responsabile Italia Nihon Tai Jitsu ed insegna al Bokuden Dojo di Forlì.

E’ stata una lezione improntata tutta sul programma di studio del nostro sistema e metodo di Ju Jitsu, nello specifico il secondo gruppo delle otto tecniche basiche che hanno per argomento le leve articolari (Kansetsu Waza).
Pochi concetti, tanta energia vitale e rispetto.

E’ stata una bella ed interessante lezione anche se di breve durata.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e grazie di cuore a Sensei Mazzoni per essersi reso disponibile ad insegnarci.